Gli entroterra italiani hanno bisogno di uscire fuori dagli schemi, parola di Francesca Dalla Vecchia

Spesso nel mio lavoro ho sentito dire che l’operato di un creativo non è “quantificabile” in termini di ritorno economico. In effetti è sempre difficile identificare come un creativo possa contribuire al reale sviluppo di un progetto, se non vedendo il lavoro concluso.

Eppure un creativo è colui che riesce sempre a dare un nuovo punto di vista alle cose.

Così mi sono chiesta quale può essere l’approccio di una persona creativa per la valorizzazione degli entroterra. E quale se la persona creativa vive all’estero?

Un punto di vista esterno è pungente, ma fa riflettere.

Un nuovo punto di vista a volte viene sottovalutato, ma a lungo andare sarà rivalutato.

Durante un mio viaggio in Sud Africa ho conosciuto una persona fantastica, che di professione è proprio una creative director (un direttore creativo, per i non anglofoni).

Francesca Dalla Vecchia lavora per una nota multinazionale e, oltre ad aver instaurato un bellissima amicizia con lei e la sua famiglia, mi sono permessa di farle qualche domanda.

Il suo è un punto di vista nuovo, interessante e forte della vita in Sud Africa. Una terra in cui gli opposti convivono insieme a varie componenti culturali, sociali ed economiche.


Ciao Francesca, che si dice in Sud Africa?

Il Sudafrica è una tela di paesaggi pittoreschi crivellata da una storia tumultuosa. Le persone e culture sono molto varie, per questo il paese è stato nominato “Rainbow Nation” (nazione arcobaleno, ndr). Ha dato vita a molte persone famose: Nelson Mandela, Elon Musk, Trevor Noah e Charlize Theron. Ma è una democrazia giovane con una serie di sfide nuove, alla quale la corruzione è al centro delle questioni. Johannesburg è la potenza economica dell’Africa, per questo vede un numero elevato di persone che arrivano ogni giorno per trovare un lavoro e costruire un futuro prospero. Purtroppo, come altrove nel mondo, siamo stati colpiti dalla recessione, e la disoccupazione è ad un livello altissimo; il risultato è una povertà molto diffusa che comporta alti livelli di criminalità.

La tua famiglia ha origini italiane. Ti va di raccontarci brevemente la sua storia?

Infatti, la mia famiglia ha le sue origini a Bergamo e si trasferirono in Sud Africa anni fa. Questo mi ha concesso l’opportunità di crescere in Italia e lavorare in Sud Africa dove ho guadagnato esperienza lavorando in una fiorente industria nel mio campo.

Cambiando argomento, cosa significa essere art director?

Un art director è qualcuno responsabile dello stile visivo e delle immagini in riviste, giornali, imballaggi di prodotti e produzioni cinematografiche e televisive. Crea lo stile in base ai requisiti del cliente e dirige le persone che sviluppano il progetto.

Hai lavorato per molte ditte internazionali. Cosa può fare un direttore creativo in un entroterra? Secondo te ci sono margini di lavoro?

Un Creative Director deve avere la capacità di sfidare costantemente le convenzioni, è importante che trovi l’equilibrio tra le proprie capacità analitiche e creative per aiutare la crescita aziendale dando direzione al team.
I margini di lavoro esistono, ma richiedono che un creativo riesca a far apprezzare il valore che la creatività può aggiungere a un’attività.

A fronte della tua esperienza lavorativa e di quanto vivi in Sud Africa, gli entroterra italiani possono essere una risorsa ed aumentare il proprio valore sul fronte internazionale?

Sì, ma è fondamentale far rete (networking). Gli Entroterra Italiani possono avere successo a livello internazionale, sono talentuosi e portano una nuova dimensione, ma hanno bisogno di pensare oltre i loro confini. La tecnologia di oggi, in continua evoluzione, ci permette di collaborare con imprese e persone anche a distanza.

Ora come vedi l’Italia dall’estero?

L’Italia non è solo parte della mia storia, ma sarà sempre nel mio cuore. È senza dubbio un Paese cambiato nel tempo, e molto provato. Il mio desiderio sarebbe di tornare e contribuire con ciò che ho imparato lavorando all’estero per la crescita e lo sviluppo di questo Paese meraviglioso.

Cosa può fare un direttore creativo per gli entroterra? Tu da dove inizieresti?

Personalmente credo nel detto ‘think outside the box’, sfida le convenzioni e mostra il valore della creatività. Questo consente di trovare e aprire varie opportunità intorno a noi.

Grazie Francesca. In conclusione, facendo rete si può fare la differenza e fare un passo verso l’evoluzione, proprio come Samsung spiega in un video che hai curato tu stessa.

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