L’arte dell’entroterra porta frutti: il caso di Alessandra De Berardis

Una linea continua, un tratto deciso. Semplice ed efficace per esprimere concetti ed emozioni. Oggi parliamo di arte contemporanea, nata nell’entroterra marchigiano-abruzzese e ora operativa a Roma.

Vi presento Alessandra De Berardis, nata a Teramo nel 1978 e laureata in Architettura presso la facoltà di Ascoli Piceno. La pittura per lei è stata sempre una passione e nel 2005 inizia il suo studio sulla linea continua: un unico tratto di penna, un gesto unico e ininterrotto che in pochi secondi fissa sul foglio un emozione. Dal 2015  la linea si lega ad una sperimentazione di acquerelli, nel risultato si fonde la profondità delle sfumature con la bidimensionalità della linea continua.

Dal 2007 Alessandra vive e lavora a Roma dove svolge l’attività di architetto e continua a creare.

Perché vi parlo di lei? Perché non si dimentica della sua terra e continua ad aiutarla con progetti di valore pur vivendo fuori regione.


Ciao Alessandra, come si sta a Roma?

Roma è una città bella e complicata, è fascinosamente accogliente ma richiede molta fatica nella costruzione delle relazioni e nel loro mantenimento. Ti può offrire tanto e allo stesso tempo di chiede molto indietro.

Architetto, mamma e donna. Abruzzese, vissuta nelle Marche e residente a Roma. Cosa ti ha spinto a diventare un’artista?

Architetto, mamma e artista… sembrano ruoli non conciliabili invece funzionano bene insieme: ci vuole la pazienza di una mamma per fare l’ architetto e la fantasia di un artista per fare la mamma. Provo sempre un po’ di imbarazzo di fronte a chi mi definisce artista: cosa significa questa parola? vivere artisticamente? produrre oggetti artistici? essere definito artista? Io disegno e dipingo da sempre, per me è principalmente un bisogno fisico.

Raccontaci come vedi il mondo e come intendi rappresentarlo

Il mondo lo vedo ogni giorno in modo diverso: a 20 anni avevo le idee molto chiare sul mio futuro sulle mie scelte e sulle cose, ora non più. Mi accorgo che la mia opinione è in continuo cambiamento, nonostante tutto quello che sta accadendo in questi anni, vedo un mondo “bello”, nel senso più puro e semplice del suo significato. Mi stupisco della bellezza e della diversità delle persone che mi circondano. Sento un naturale trasporto verso le persone, mi piace conoscerle, guardarle, mi rimangono nella mente: nella mia arte non faccio altro che raccontare quello che vedo.

Una delle tue ultime esposizioni è stata al Maxxi, con una mostra dal titolo “Silenzi”. Cosa rappresenta per te?

La sfida è stata quella di raccogliere fondi in maniera diversa rispetto ai canali tradizionali che normalmente si utilizzano per la beneficenza. Usare l’arte, la bellezza, per un segno di rinascita mi è sembrato un gesto profondamente simbolico. Avevo voglia di contribuire ad una causa che ci tocca tutti.
La mostra SILENZI è pensata come un omaggio non a quello che è stato perso ma a quello che rimane, non al silenzio del momento ma al vocio che sarà.

La mostra aveva la finalità di raccogliere fondi per la ricostruzione di Grisciano di Accumuli, giusto?

Sì, la mostra al Maxxi nasce dalla necessità di fare qualcosa, di rendersi utili, per la ricostruzione di Grisciano di Accumoli, un posto molto poetico, a me caro, immerso nel paesaggio dei Monti della Laga. La mostra era a tutti gli effetti una raccolta fondi: il ricavato delle vendite è andato all’associazione “amici di Grisciano”, associazione molto attiva sul territorio che sta proponendo diverse iniziative, dalla già conosciuta sagra della pasta alla Gricia a spettacoli teatrali, alla ricostruzione di un centro sportivo nelle aree terremotate. Fare un mostra di arte è servito a dare una prospettiva diversa a queste iniziative, una cosa che ancora non era mai stata fatta.

Da abruzzese quale sei, esistono ad oggi valori nascosti del nostro territorio? Quali secondo te sono da enfatizzare?

L’Abruzzo, con Teramo la mia città, e le Marche che considero la mia seconda casa, oltre che dall’infausta serie di eventi sismici e meteorologici che hanno colpito il Centro Italia negli ultimi mesi, sono avvicinati da una caratteristica comune: entrambi sono territori dove si stratificano in poco spazio molti paesaggi. Una prospettiva in cui le coste, le colline, le montagne e, ancora su queste, i valori culturali , sociali e ambientali si fondono a formare un paesaggio unitario. Dalla compresenza e dalla fusione degli strati si creano armonie e forti dissonanze, allo stesso modo, nella pittura cerco di lavorare sempre sulla stratificazione dei colori, delle masse e delle linee: questi elementi una volta fusi continuano a mantenere la loro specificità, nessuno predomina e tutti contribuiscono all’equilibrio finale.

Come può l’arte contemporanea aiutare in questo intento?

Come dicevamo prima il territorio è stratificazione di paesaggi, tra questi quello che possiamo definire il paesaggio culturale è sicuramente uno dei principali, l’arte appartiene al paesaggio culturale e allo stesso tempo è paesaggio emozionale. L’arte da sempre è per sua definizione veicolo di valori, di stati dell’essere, dell’immanente e dell’eterno, dell’individuale e del collettivo. L’arte è trasmissione ed è anche consapevolezza. Conserva e amplifica l’emozione dell’artista, può dare la chiave di lettura di un evento, può superare lo spazio ed il tempo per riprodurre in una persona lo stesso stupore, lo stesso straniamento, lo stesso shock. L’arte può portare il patrimonio di un territorio lontano da se e allo stesso tempo può portare i fruitori dell’arte in un territorio, può essere quindi strumento di conoscenza come anche occasione di lavoro e crescita economica.

Non sono sicura, come Dostoevskij, che l’arte salverà il mondo, una mano sicuramente glie la darà.

Prossimi progetti?

Progetti per il futuro? Abbiamo appena chiuso il lavoro sull’allestimento del Padiglione Italia al Seafood a Bruxelles. Per i primi giorni di maggio sto preparando una performance per il Bike Summit previsto al Centro Congressi AIL di Roma.

Poi, il lavoro di tutti i giorni.

Grazie Alessandra, non mancherà occasione per aggiornarci!

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